Polmonite: da Aifa arriva l’approvazione per un nuovo vaccino
20 Giugno 2022

La polmonite è una delle malattie più famose e note. Questa prevede un’infiammazione acuta o cronica del parenchima polmonare e si manifesta con febbre elevata, brividi intensi, ma anche tosse, dispnea e dolori sottomammari. Proprio per questo i livelli di mortalità, tanto più nel nostro Paese, sono ancora alti.
Vediamo cosa ha annunciato l’AIFA proprio in riferimento a tale malattia.
Nuovo vaccino in arrivo? Parla l’AIFA
Con oltre 14 mila decessi in Italia e una netta prevalenza nella popolazione ultrasessantacinquenni, la polmonite è inserita all’interno delle malattie infettive – con considerevoli tassi di mortalità – seppur poco citata dalla cronaca. Ad oggi, però, il mondo farmaceutico ha iniziato a dargli importanza, arrivando a lanciare sul mercato il primo vaccino pneumococcico coniugato 20-valente. Sviluppato da Pfizer, questi include i coniugati capsulari per i 13 sierotipi (1, 3, 4, 5, 6A, 6B, 7F, 9V, 14, 18C, 19A, 19F e 23F) già presenti nel vaccino pneumococcico coniugato 13-valente, più altri sette sierotipi (8, 10A, 11A, 12F, 15B, 22F e 33F).
Eva Agostina Montuori, Vaccine Director per Pfizer Italy ha così commentato: “Siamo molto soddisfatti di questo traguardo, considerato l’impegno costante che Pfizer pone da sempre per migliorare la prevenzione di alcune malattie respiratorie infettive potenzialmente gravi, tra cui la malattia pneumococcica invasiva e la polmonite. Questo vaccino innovativo aiuta a proteggere dai 20 sierotipi in esso contenuti, una sola dose offre la più ampia protezione da sierotipo data da un vaccino coniugato. Pfizer impiega tutti i suoi sforzi e le sue risorse per rendere disponibili vaccini e terapie che migliorano in maniera significativa la vita delle persone, con elevati standard di sicurezza ed efficacia”. Insomma, una vera e propria svolta per il mondo della medicina e per i vari pazienti.
È però opportuno ricordare che secondo il Piano Nazionele di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019, tuttavia, la popolazione maggiormente interessata all’immunizzazione con questo tipo di vaccino è quella degli ultrasessantacinquenni e delle categorie a rischio: soggetti con patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e immunodepressive. Infatti, dai dati emersi è stato dimostrato come la protezione offerta dalla vaccinazione è in grado di ridurre il tasso di ricoveri e di decessi, con un impatto positivo anche in termini di minor utilizzo di antibiotici e diffusione di ceppi batterici resistenti.
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Dott. Gaetano Ferrigno
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